SOVVENZIONE GLOBALE LEARNING WEEK
Percorsi Learning Week "Approfondimento" Programma Operativo Regionale OB.2 FSE 2007/2013
Asse IV - Capitale Umano - Obiettivo Specifico i - categoria di spesa 73
Finalità ed Obiettivi
Le Learning Week “Approfondimento” hanno lo scopo di supportare l’attività educativo/ formativa dei giovani, affiancandosi ed integrandosi con quella delle famiglie, degli Istituti Scolastici Secondari Superiori, delle Istituzioni Formative, delle Associazioni e delle Imprese del Territorio Regionale.
Le Learning Week sono settimane di studio, di apprendimento, di acquisizione di esperienze, di relazioni, in modalità full immersion -anche residenziali - organizzate durante l’anno scolastico, ovvero nei periodi di vacanze natalizie, pasquali ed estive.
I percorsi di Learning Week “Approfondimento” devono avere, di norma, una durata di 6 giorni per un totale di 40 ore e prevedere un numero massimo di partecipanti non superiore ai 25 studenti.
La Regione Lombardia, mediante la Sovvenzione Globale Learning Week, ha inteso favorire la realizzazione di percorsi formativi a carattere innovativo e integrativo finalizzati al rafforzamento delle conoscenze e delle competenze dei giovani, anche al fine di un loro più efficace inserimento nel mondo del lavoro.
Istituzioni Formative ammissibili a Catalogo
Sono ammessi a presentare percorsi a catalogo le Istituzioni Formative, iscritte alla sezione “A” dell’Albo Regionale per la Formazione, ai sensi del D.G.R. 2298/2008 e successive modifiche e integrazioni, in rete con uno o più Istituti Scolastici Secondari Superiori, statali o paritari, della Regione Lombardia.
Destinatari
Sono Destinatari dei Percorsi di Learning Week “Approfondimento” gli studenti:
• che frequentano il 3°, 4°, 5° anno in un istituto scolastico – statale o paritario - di secondo ciclo della Regione Lombardia;
• che frequentano il 3° o 4° anno dei percorsi sperimentali di Diritto Dovere di Istruzione e Formazione Professionale (D.D.I.F.) della Regione Lombardia.
• Gli Studenti devono aver compiuto il 16° anno di età alla data di avvio del Percorso Learning Week “Approfondimento”.
Gli studenti possono presentare domanda di DOTE solo per la frequenza di un percorso previsto all’interno del Catalogo Regionale Learning Week “Approfondimento”, recandosi presso l’Istituzione Formativa che lo eroga in rete con gli Istituti Scolastici.
I cinque fondamenti metodologici delle Learning Week
Per l'ammissione al catalogo, le proposte formative devono dimostrare coerenza con i seguenti “cinque fondamenti metodologici” che vanno intesi come la traccia essenziale di riferimento, da considerare nella loro integralità all'interno di ogni specifico campo di applicazione.
1 - Elementarietà
I percorsi di Learning Week devono collocarsi a quel livello universalmente condivisibile in ogni settore educativo, formativo, professionale: l'obiettivo principale dei percorsi, infatti, è quello di far emergere la logica primordiale per cui l’essere umano è portato, per sua natura, a cercare e a comprendere i nessi ‘logici’ tra i costrutti teorici ed esperienza pratica: è innegabile che dal punto di vista esperienziale ‘fare’ ciò che ‘si capisce’ e di cui si comprendono fino in fondo le ragioni sia ‘più semplice’ del fare ciò di cui NON si comprende né il significato ultimo né tanto meno l’utilità pratica.
L’esempio più significativo da questo punto di vista è dato dalla difficoltà con cui attualmente gli studenti affrontano alcune discipline curricolari come è il caso della matematica.
Domanda: “A cosa serve studiare la matematica? Se si comprendesse che tale materia oltre a ‘servire’ praticamente nella vita (è il caso delle operazioni aritmetiche, alla base di molti processi amministrativi e/o commerciali delle moderne aziende, o dei problemi intesi come capacità di sviluppare la competenza del problem solving) costituisce il ‘fondamento base’ di ogni ragionamento del pensiero umano (la matematica ‘supporta’ i processi della ragione ovvero di quel tratto distintivo che caratterizza l’uomo da tutte le altre forme di creato), scatterebbe una dinamica di motivazione e di volontà diversa nell’approccio allo studio di tale disciplina”.
Si ritiene, appunto, che tale prospettiva, laddove opportunamente realizzata, sia capace di richiamare le energie volitive e cognitive del giovane, favorendo in questo modo il superamento di difficoltà scolastiche di carattere intellettivo e soprattutto motivazionale.
Qualunque sistema simbolico di comunicazione, come anche qualsiasi attività umana, per quanto possa aver raggiunto livelli di complessità notevole, si fonda su urgenze e competenze di base, universalmente condivisibili. Da questo punto di vista, una lingua, una procedura, una azione logica derivano (nella loro diversità) da una unica radice antropologica: sono il frutto di urgenze umane che tentano di risolvere utilmente le provocazioni della realtà. È urgente che tale elementarietà venga riportata al cuore delle strategie educative, perché, laddove la si trascuri, le “materie” diventano “insensate” e, di conseguenza, “in-utili”.
Perché l'uomo scrive, perché canta, perché usa le lingue, la matematica, la scienza, la storia...? O, più concretamente, a cosa serve conoscere la radice quadrata, la Divina Commedia, la Costituzione, le leggi di mercato...? Perché le abbiamo realizzate?
Ripartire (e non a livello teorico) da questi fondamenti permette di comprendere “le ragioni” di sistemi anche fortemente complessi (la musica, la fisica, ecc.). Elementare, dunque, non significa “banale”: si tratta di progettare strategie educative che permettano a tutti i partecipanti di entrare in merito all'argomento trattato con immediatezza (quell'immediatezza che nasce di fronte a qualcosa che ci riguarda), per poi condurre il giovane alla conquista di mete più impegnative, ma a lui possibili.
2 – Interdisciplinarietà
La trasversalità non consiste in un sovrapporsi di punti di vista non comunicanti tra loro (con l’esito di confondere ulteriormente la mente del giovane), ma piuttosto in una proficua e attiva “correzione” reciproca tra i docenti.
Assestarsi sul livello “elementare” può significare, da questo punto di vista, far emergere con maggior chiarezza quelle dinamiche originarie rintracciabili in ogni attività umana: laddove l'interdisciplinarietà sia proposta a questo livello, essa si dimostra capace di favorire la comprensione di operatività completamente diversificate.
Può accadere così che si capisca cosa è il “ritmo” musicale partendo da quello, poetico, coreografico, fisiologico, naturale, astrofisico... che si comprenda cosa è la “morale” partendo dalla prospettiva filosofica, esperienziale, psicologica, sociale, storica, affettiva...
Elemento efficace, da questo punto di vista, risulta essere, in ogni settore della conoscenza, l’individuazione di snodi tematici che permettano e favoriscano un approccio integrato al “fenomeno” preso in considerazione, in modo tale da evidenziare che ogni gesto (a prescindere dal codice comunicativo utilizzato) è l'esito di una sintesi variegata, ma nello stesso tempo unitaria, che caratterizza l'esperienza umana.
In questa prospettiva, deve essere valutata positivamente l'adozione di metodologie “flessibili”, compresa la compresenza di docenti di discipline diverse.
3 – Creatività
I percorsi Learning Week devono offrire un contributo per una revisione radicale del rapporto teoria/pratica che rischia di dar vita a una divisione talmente rigida da impoverire qualsiasi percorso educativo. Se, da una parte, l’assolutizzazione dell’aspetto intellettuale rischia di sganciare la conoscenza da una sua applicazione in funzione dello sviluppo integrale della persona, dall’altra, l’assolutizzazione dell’aspetto pratico rischia di ridurre la persona a puro esecutore meccanico.
Elementarietà e interdisciplinarietà rimarrebbero lettera morta se contemporaneamente non si tenesse in costante considerazione la loro applicabilità nell'affronto delle sfide dell'esistenza; essere creativi significa prima di tutto prendere atto:
a) degli strumenti a nostra disposizione (da quelli sensoriali a quelli intellettuali, morali, psicologici,
tecnologici, ecc.);
b) dei problemi che la vita pone;
c) delle innumerevoli possibilità di utilizzazione degli strumenti al fine di risolvere i problemi.
L'obiettivo, in questo caso, è quello di favorire l'applicazione di conoscenze e competenze acquisite in un determinato settore in altri ambiti di esperienza: è possibile utilizzare le competenze linguistiche, logiche, figurative per risolvere problemi in ambito economico, burocratico, artistico e viceversa?
Si tratta di sviluppare quell'intelligenza delle cose che diventa immediatamente progettualità nella concretezza.
Una teoria che si sporca le mani con le cose: fare per capire.
4 - Innovazione
Non tutto ciò che è nuovo è innovativo. Qualunque metodologia sia in grado di favorire e promuovere i tre fondamenti metodologici illustrati sopra deve essere considerata, nell’attuale quadro formativo, innovativa.
Ci si riferisce, cioè, a pratiche, percorsi teorici o pratici di carattere sperimentale (anche attraverso l’uso di nuove tecnologie) capaci di riportare docente e discente a quel livello elementare, multidisciplinare e creativo ritenuti essenziali per la proposta educativa.
Da questo punto di vista può rivelarsi innovativo:
a) l'uso di metodologie tradizionali in settori di conoscenze o di formazione diversi da quelli originari (usare la logica musicale per comprendere la matematica; usare le leggi fisiche per comprendere il movimento o lo sport; usare le conoscenze storiche per comprendere l'attualità);
b) l'uso di nuove strumentazioni digitali all'interno di discipline tradizionali (sondando in particolare la grande flessibilità trasversale dell'ipertesto, in cui linguaggio audio, video, verbale, simbolico si compenetrano in misura straordinaria, rendendo possibili collegamenti e sovrapposizioni prima impensabili).
5 - Alta Formazione
Le metodologie innovative applicate nel corso delle Learning Week devono portare con sé un risultato corollario di grande importanza: la formazione dei formatori. Uno dei problemi del nostro sistema scolastico è da tempo quello di una necessaria forma di “aggiornamento” dei docenti, rispetto al quale le strategie utilizzate hanno mostrato i loro limiti. La delicatezza del problema e la sua complessità non può nascondere il fatto di una urgenza di nuove iniziative in merito: tanta dispersione scolastica è in parte determinata da approcci inadeguati di docenti non più sufficientemente “attrezzati” ad affrontare le nuove sfide che le conoscenze scientifiche e pedagogiche (ma soprattutto la specificità delle nuove generazioni di studenti) pone loro.
I docenti che aderiscono ai progetti possono partecipare attivamente alle lezioni tenute da esperti e professionisti dei vari settori formativi, ritenuti in linea con le premesse e i fondamenti metodologici di cui sopra: avranno così la possibilità di vedere in atto l'applicazione di strategie diverse da quelle conosciute, modalità di approccio più efficaci rispetto a quelle normalmente utilizzate (anche attraverso l'utilizzazione di strategie interdisciplinari). Tutto ciò può favorire la creazione di un corpo docente creativamente impegnato nella riformulazione delle proposte formative.
6 - Modalità organizzative
Un percorso Learning Week deve essere caratterizzato dalla presenza di personale altamente qualificato, che sia in grado di accompagnare gli studenti durante il periodo di svolgimento delle attività.
Particolare rilievo riveste, tra le altre, il Tutor di progetto che non è da intendersi come colui che adempie alle incombenze organizzative e/o burocratiche, ma la persona che si pone da facilitatore della relazione umana sia tra gruppi di studenti sia tra allievi e docenti. Il Tutor è colui che si pone al centro del gruppo, al fine di motivare gli studenti, facilitando in questo modo l’apprendimento dei contenuti e sostenendo lo sviluppo delle competenze trasversali.
Altrettanto funzionale, allo stimolo della motivazione degli studenti e all’apprendimento delle competenze trasversali, appare la componente residenzialità nei percorsi Learning Week. La residenzialità ha il vantaggio di consentire la massimizzazione del tempo disponibile per “stare insieme”. La convivenza rafforza i rapporti, li rende maggiormente immediati e fa sì che gli studenti si relazionino tra loro in maniera disinvolta.
L’essere spigliati consente di passare dalla “teoria” al “fare” in modo spontaneo senza che intervengano inutili inibizioni o remore.