In fase di lancio "SHIELD19", la visiera protettiva progettata da Yatta e prodotta con le stampanti 3D del CFP del Lodigiano

Un grande contributo dalla strumentazione del CFP del Lodigiano a ‘SHIELD19’, il nuovo prodotto a potenziale alto livello di utilizzo nell’odierna situazione di emergenza sanitaria e sociale indotta dalla diffusione del Coronavirus. 
19 come il numero tristemente abbinato al Covid, perché proprio a difesa delle persone vede la luce questo nuovo ‘SCUDO’ realizzato con le stampanti del Consorzio per la Formazione Professionale e l’Educazione Permanente, all’interno dei percorsi creativi innescati dal Fablab di Lodi.

Il laboratorio di fabbricazione digitale, nato nel contesto del progetto DigitaLO, trova infatti sede proprio nelle aule del CFP in Piazzale Forni a Lodi, dove giovani e adulti esercitano le competenze acquisite nei corsi di formazione in modo creativo ed innovativo, con un occhio attento all’impatto sociale. 
“Siamo stati coinvolti dall’incubatore milanese Yatta – afferma il Direttore del CFP, Andrea Meazza – in un’idea che ci ha convinti subito a mettere in gioco le nostre risorse materiali e comunicative.  Il prodotto di cui ci hanno presentato la progettazione, ai fini di collaborare a realizzarlo con loro, è di grande utilità in questa situazione di crisi e presenta un potenziale interessante per il futuro.  Non abbiamo dunque esitato un istante nel mettere a disposizione le nostre stampanti 3D, che ora a Milano stanno contribuendo alla nascita dei primi pezzi dello ‘SHIELD19’. Insieme al CFP sostengono l’iniziativa il Comune di Lodi e l’Ufficio di Piano – partner di DigitaLO.” 
La nuova visiera è pensata e progettata espressamente per la protezione degli occhi. Lodi.


Il file da cui nasce, in versione ‘open source’, è ideato da Yatta e i primi prototipi vengono realizzati a Milano anche grazie alle stampanti 3D di proprietà CFP del Lodigiano: la nuovissima Ultimaker e la più tradizionale Sharebot con le bobine di filamenti per la costruzione delle parti in plastica, corpo centrale su cui vengono innestati il foglio trasparente e gli elastici.

Lo SHIELD19 rappresenta in tal senso un completamento della protezione rispetto alle normali mascherine, che non sostituisce ma che invece opportunamente può integrare: si tratta, in sostanza, di un’ulteriore ‘schermo’ di protezione in un momento di scarsa reperibilità di prodotti specifici.

La sua funzione principale è quella di proteggere il viso dall’aerosol generato da starnuti, violenti colpi di tosse o schizzi di sudore.
È pensata non per il personale medico-sanitario – che necessita di protezioni omologate altamente professionali e specifiche – ma per una serie di figure a forte contatto con le persone: edicolanti, addetti ai reparti e alle casse dei supermercati, addetti ai trasporti, riders o personale incaricato di consegne, volontari di associazioni a rischio di contagio.

Lo SHIELD19 al momento è, nelle migliori tradizioni del Fablab, un esemplare di artigianato digitale non certificato.  La produzione e distribuzione a cura di Yatta sono del tutto gratuite.

Si conferma ancora una volta al CFP la cultura dell’innovazione e della formazione al digitale nel contesto del polo DigitaLO, puntando ad attivare e condividere comunitariamente, nel Lodigiano ma non solo, risorse immateriali e prodotti ad alta creatività e forte impatto sociale.

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